SULLA STESSA RIVA...

                      (Fedro)



Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi. 
 

Superior stabat lupus, longeque inferior agnus. 

Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit: 
 "Cur -  inquit - turbulentam fecisti mihi
aquam bibenti?" 
 Laniger contra timens : 
"Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe?   
A te decurrit ad meos haustus liquor".


Repulsus ille veritatis viribus:"Ante hos sex menses male - ait  - dixisti mihi". 

 Respondit agnus: "Equidem natus non eram!"

"Pater, hercle, tuus - ille inquit  - male dixit mihi!" 

 
Atque ita correptum lacerat iniusta
nece. 

Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.

Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, arrivarono presso lo stesso ruscello.

Il lupo stava più in alto e un po' più lontano, in basso, l'agnello.
 
Allora il malvagio, incitato dalla gola insaziabile, cercò una causa di litigio.
"Perché - disse - hai fatto diventare torbida l'acqua che sto bevendo?
 E l'agnello, tremando, replicò:
"Coma posso fare quello che lamenti, lupo? L'acqua scorre da te alle mie sorsate!"

Respinto dalla forza della verità:
"Sei mesi fa - aggiunse - hai parlato male di me!"
 
Rispose l'agnello:
"Ma veramente... non ero ancora nato!"

 "Per Ercole! Tuo padre - l'altro lo incalzò - ha parlato male di me!"
 
E così, lo afferrò e lo uccise dandogli una morte ingiusta.
 
Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con 
falsi pretesti. 

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